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13/01/2017 Il blog di Idee
Il Pil crescerebbe del 7% se lavorassero 6 donne su 10.
ROMA - Se lavorasse il 60% delle donne, secondo le stime della Banca d'Italia, il Pil crescerebbe del 7%. Da sempre, invece, il tasso di occupazione femminile italiano è inferiore al 50%, e inferiore a quello di tutti gli altri Paesi europei, con l'esclusione di Malta. Se ne è parlato nei giorni scorsi a "Donne a lavoro Festival", al Luiss Enlabs di via Marsala, a Roma. Tra i relatori Linda Laura Sabbadini dell'Istat, Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, Magda Bianco della Banca d'Italia, Linda Serra, fondatrice di Work Wide Women, Paola Diana, presidente di PariMerito, Chiara Valentini e Roberta Carlini, giornaliste.
A fronte del calo delle nascite, da tempo rilevato dall'Istat, ormai la media è di 1,35 figli per donna, c'è anche il problema del forte divario retributivo. Le donne vengono pagate in media il 12% in meno dei colleghi uomini, con picchi fino al 25% in meno. E con la maternità spesso arrivano il mobbing, o peggio ancora le dimissioni in bianco. Peraltro, il 22% delle madri lascia il lavoro dopo la gravidanza, trascurando le conseguenze sempre più gravi della discontinuità contributiva e le difficoltà di ritornare in campo quando lo si desidera.

"E’ necessario fare cultura per sensibilizzare le persone", ha dichiarato Valeria Fedeli.

Tu cosa ne pensi? Quanto incidono gli attuali modelli culturali su questa situazione?

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