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26/01/2018 Il blog di Idee
Il potere del #metoo americano. E noi Italiane dove siamo rimaste?

Esiste una sola donna al mondo, Italia compresa a dispetto della nostra pudica o altezzosa ipocrisia, che non potrebbe compilare su due piedi il proprio personale “me too”? L’hashtag “Me Too”, nato con lo scandalo che ha travolto il produttore di Hollywood Weinstein, invita tutte le donne che hanno subito violenza a denunciarlo su Twitter. In poche ore l’hashtag è diventato virale e con oltre 1,7 milioni di condivisioni. Si tratta di un fenomeno caotico, spontaneo e disorganizzato, destinato a esaurirsi non appena i media rivolgeranno ad altro la loro attenzione? Oppure quel prendere atto insieme di non essere le sole e da sole annuncia un cambiamento epocale, che nessun legislatore riuscirà a rinchiudere in una carta dei delitti e delle pene appena un po’ aggiornata? 

Il 17 ottobre 2017 la cantante e attrice Alyssa Milano riprende uno slogan già esistente, “Me Too”, creato nel 2006 da Tarana Burke, attivista femminista e nera impegnata da sempre in un’opera simile a quella svolta in Italia dalle operatrici delle Case di accoglienza delle donne maltrattate. È una scintilla che dà fuoco alle praterie. In quell’# si riconoscono donne di ogni classe sociale, età, religione, colore, orientamento sessuale. La loro (sarebbe falso dire ‘la nostra’) è una vera e propria sommossa, un riot: stanno gridando adesso basta e non vanno per il sottile, se la testa di qualcuno rotola tanto peggio per lui, si è mai visto un assalto ai forni in cui si chieda al fornaio di regolamentare l’accesso al banco e legiferare sul prezzo del pane? Da dove viene, in questo momento, alle donne americane e di tante altre zone del mondo (le adesioni a #MeToo sono milioni, India e Cina incluse) il potere di fare quello che stanno facendo e fino a che punto intendono esercitarlo? Lascio ad altre penne la voglia di disquisire sui distinguo tra flirt e molestia, argomento davvero secondario, vista la posta in gioco. Ognuno e ognuna di noi sa che, perché ci sia flirt, gioco di seduzione, corteggiamento, anche solo invito a pensarsi come “oggetto” di desiderio, ci devono essere due soggetti che si riconoscono tali e tali sono. Mentre i solerti analisti continuano a lambiccarsi un po’ pregiudizialmente la mente, un numero sempre più nutrito di donne sta dicendo ad alta voce quali siano le ragioni della propria presunta e spesso reale acquiescenza, della propria eventuale e perdente complicità.
Su questi punti sarebbe utile che, anche da noi, donne e uomini cominciassero a ragionare.

Fonte: http://27esimaora.corriere.it/18_gennaio_23/potere-metoo-americano-noi-italiane-dove-siamo-rimaste-01d27c36-006c-11e8-9961-f20884a97d4b.shtml

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