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01/08/2007 Newsletter - Num 2
Creatività: cherchez la femme

Al cortese invito, rivoltomi dalla redazione, di scrivere un pezzo per questo numero della  newsletter di IDEE ho reagito, come spesso mi capita in analoghe circostanze, ponendomi la solita domanda.
Dare retta alla ragione (altro termine per designare … la pigrizia !) ed escogitare delle scuse verosimili per declinare questa gentile offerta oppure, ascoltare il cuore e cogliere l’occasione per continuare a collaborare ad un progetto che, sin dall’inizio, ho seguito con passione avendo modo di riscontrare sempre segnali di reciproca simpatia e condivisione di intenti ?
La riposta è scaturita quasi immediatamente: la seconda che hai detto !
Più complesso il passo successivo: cosa scrivere ?
Anche qui la risposta è venuta rapidamente: volendo privilegiare i sentimenti fino in fondo mi sono proposto, superando una mia radicata ritrosia, di rendere pubblico, per la prima volta, un breve stralcio del mio “Diario di viaggi” di cui sono estremamente geloso.
Si tratta di alcune impressioni, scritte “a caldo” mentre visitavo nel dicembre 2006 a Parigi il nuovo Musée de Branly , voluto dal Presidente Chirac per conservare eccezionali capolavori e preziose  opere d’arte delle culture non europee, ed alcuni brani della mia visita al Centre Pompidou.
 
“…. e continuo il percorso tra gli oggetti dell’Arte indiana dell’America del Nord. Mi fermo, stupito, davanti a due immense pelli di bisonte conciate che, pur provenendo dalla stessa tribù ed essendo state eseguite nello stesso periodo, riportano dei disegni completamente diversi per tecnica, colori e soggetto rappresentato. Da un lato una bellissima scena di caccia e dall’altro un sofisticato intreccio di giochi geometrici, quasi un esempio primitivo di Optical Art.  
Leggo la didascalia a fianco intitolata: Astrazione e figurazione – la dualità dei sessi.
Alla sorpresa si aggiunge ora curiosità ed inizio a leggere il pannello esplicativo.
Apprendo così che nella maggior parte delle popolazioni indigene dell’America del Nord l’arte figurativa è maschile mentre l’arte astratta è femminile.
Nel primo caso si tratta di un mezzo narrativo, che rinvia al passato, alle gesta in battute di caccia o a prodezza in azioni di guerra, quasi sempre con un legame diretto o indiretto con la morte.
Nel secondo caso, invece, si tratta di un atto di pura creatività che cerca di mostrare ciò che deve ancora avvenire. Rinvia alla capacità di procreare propria delle donne così come il bambino nel grembo è, esso stesso, una virtualità.
Rimango affascinato da questa scoperta nel percorso che sto compiendo nella conoscenza di culture per noi così lontane nel tempo e nello spazio.
Andiamo oltre, però, gli altri mi aspettano ….. (il racconto della visita la Museo Branly prosegue).
Nel pomeriggio dello stesso giorno, visita alla mostra allestita al Centre Pompidou  del celebre pittore astratto Yves Klein noto per i suoi “monocromi” e per il suo famoso “blu”. Sul cartellone affisso all’entrata, la biografia di questo stravagante artista morto nel 1962 a 34 anni e figlio d’arte. 
Ma chi erano e cosa facevano i genitori ?
Il padre, Fred Klein, era un pittore figurativo di paesaggi.
La madre ? Si chiamava Marie Raymond, pittrice anch’essa è riconosciuta essere stata un precursore della pittura … informale !
Dopo ciò che ho appreso stamani al Quai de Branly non sono affatto stupito anzi, mi verrebbe da dire: elementare Watson !”
 
Un breve commento finale a questi appunti di viaggio che ho condiviso con voi.
Una domanda sorge spontanea ed ingenua: perché non valorizzare le potenzialità della creatività femminile nell’arte anche in altri campi ? Mi riferisco non solo al mondo politico che tanto avrebbe bisogno di un “modo nuovo” di occuparsi del bene comune ma anche, più semplicemente, al mondo del lavoro così come, peraltro, si propone l’associazione IDEE.
Un segnale positivo va comunque registrato: da analisi recentemente pubblicate, il trend delle quotazioni degli artisti contemporanei donne (come, ad esempio, Frida Khalo o Mary Cassat) è in forte crescita. Se sono rose …..

Carlo Barbieri (Iccrea Holding)
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