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01/08/2007 Newsletter - Num 2
Imprenditoria femminile: le grandi risorse dell’”altro mondo”

In un contesto economico molto dinamico e competitivo la visione imprenditoriale “femminile” rappresenta una straordinaria opportunità innovativa per l’impresa italiana

Il 26,3% degli imprenditori è donna ed il 14% è artigiana.
L’azienda al femminile è sempre più una realtà, e l’artigianato diviene per le donne una forma alternativa di lavoro in quelle aree dove trovare un’occupazione è molto più difficile. Dati importanti che sono emersi nel corso del convegno “ Nuove Forme di Organizzazione Aziendale – uno sguardo al femminile sul mondo imprenditoriale, Sabato 9 giugno 2007 a Ghedi.
 
Negli ultimi anni il susseguirsi di congiunture e della conseguente “crisi” del tradizionale rigido modello imprenditoriale, ha consentito lo sviluppo di principi e valori innovativi e alternativi, che stanno lentamente modificando il vecchio tessuto dell’imprenditoria nazionale e mondiale. Le nuove generazioni di imprenditrici sono in prima linea in questo processo di “svecchiamento”, portando non solo il “mutamento”, ma una vera e propria via alternativa, altra rispetto al modo maschile di intendere l’economia.
Proprio questo “sguardo nuovo” è stato al centro del convegno organizzato dalla BCC Agrobresciano nell’Anno Europeo delle Pari Opportunità.
 
L’incontro, ha visto la partecipazione del presidente e direttore generale Carlo Ruggeri e Giuseppe Fenocchio. Folto anche il gruppo di donne presenti.  Rosa Gentile Presidente Nazionale Donne Imprese di Confartigianato, Claudia Taurisano Gruppo Donne Imprenditrici Apindustria Brescia, Anna Gandolfi Comitato Imprenditoria Femminile della CCIA di Brescia e Mariella Liverani Ass. IDEE Donne del Credito Cooperativo, Nicoletta Bozzolo di Banca Agrileasing.
Il contesto imprenditoriale al femminile è cambiato negli ultimi anni, spiega Rosa Gentile della Confartigianato Nazionale. Oggi le donne svolgono sempre più un ruolo diretto nella gestione aziendale, ed i dati le danno ragione.
Per quanto riguarda i settori economici, le donne sono concentrate nel manifatturiero (45,1%), in particolare nel tessile, abbigliamento e concia (12,5%) e nell’industria alimentare (11,1%). Buona è anche la presenza nei servizi alla persona (31,3%). I comparti che vedono incrementare il numero complessivo di imprenditrici sono quelli del terziario (+0,9% per servizi alle persone e +0,3% per i servizi alle imprese), mentre nel manifatturiero l’unico trend positivo è riservato all’alimentare (4,3%) e ai mezzi di trasporto (2%) . I mercati in cui operano le aziende rimangono circoscritti al territorio in cui sono situate (52,3%), mentre risulta inferiore la quota di imprese che hanno come riferimento mercati regionali (21%) e nazionali (16,8%).
Donna, femminilità, ma anche cultura sottolinea Claudia Taurisano. Mediamente le donne hanno un livello culturale medio-alto, in quanto oltre il 40% è in possesso del diploma di scuola superiore e il 13,9% della laurea. La maggior parte delle imprenditrici, infatti, risulta appartenere ad una classe di età medio-alta, ovvero oltre i 45 anni. Se si considera singolarmente la classe di età più numerosa, si vede come sia quella tra i 36 e i 45 anni (34,8%), che non viene però sostenuta dalle imprenditrici juniores: la quota delle under 35 è appena l’8,9%.
La tradizione familiare è per la maggior parte delle imprenditrici l’elemento su cui si fonda la propria attività lavorativa, sebbene la modalità di inserimento differisca tra chi l’azienda l’ha ereditata (39,6%), o chi semplicemente ha sostituito altri soggetti appartenenti alla stessa famiglia (34,5%). Tra coloro che possono contare su una continuità aziendale vi sono alcune imprenditrici che hanno affiancato propri familiari nella gestione dell’attività, divenendo socie attive dell’impresa (25,9%).

PROGRAMMA
 
Apertura lavori e saluto di benvenuto
Carlo Ruggeri - Presidente BCC Agrobresciano
 
2007 Anno Europeo delle Pari Opportunità
La situazione italiana dell’impiego femminile.
Rosa Gentile – Presidente Nazionale delle Donne Imprese Confartigianato
 
Diventare imprenditrici, un’idea, da sola non basta.
Un business plan accurato serve a chiarirsi le idee, a calcolare la realizzabilità di un progetto, ma è molto utile anche per reperire il capitale di partenza, fondamentale per dare vita a ogni progetto.
Claudia Taurisano - Presidente APID - Gruppo Donne Imprenditrici Apindustria Brescia
 
L’imprenditoria femminile, un buon investimento
Secondo l'Osservatorio dell'Imprenditoria femminile 2006 di Unioncamere-Infocamere le imprese guidate da donne sono 1.234.919 (39.780 in più del 2005), con una crescita proporzionale superiore al totale delle imprese +1,30% contro il +0,78% del totale (+ alcuni dati sul territorio del Bresciano)
Anna Gandolfi - Presidente Comitato Imprenditoria Femminile della CCIAA di Brescia
 
La forza di un sistema, la forza di iDEE
La funzione del networking femminile
Mariella Liverani - Presidente Ass. iDEE Donna del Credito Cooperativo e Direttore Innovazione e Sviluppo di una Banca per il leasing
 
I problemi del credito: le solite domande,  ma ... insolite risposte
Per finanziare un piano d’impresa la banca può consigliarti circa le forme di finanziamento più adatte.
Giuseppe Fenocchio - Direttore Generale BCC Agrobresciano
 
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