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05/03/2009 Newsletter - Num 4
Sentire le iDEE. Primi risultati dell’indagine rivolta alle socie per disegnare insieme il futuro

"Se le persone si sentono rispettate e considerate alla stregua di un partner di primo piano si pongono le basi per la creazione di una comunità di responsabilità condivise ". Lo scrive Maria Cristina Bombelli nel suo libro dal titolo “La passione e la fatica”.
Ecco, nel rispetto e con la considerazione dovuta, iDEE ha ascoltato coloro che sono, rappresentano, vivono iDEE. Perché la storia, breve, lo dimostra, iDEE è fatta di cuori, di menti, di corpi che aspirano ad essere, che sono sempre più, parte vitale di un Sistema. Ascoltare, per meglio individuare le strade da percorrere da oggi per un domani comune e condiviso, di crescita degli individui  e dell’Associazione.
A fine 2008, quindi, è stata realizzata una indagine telefonica per raccogliere la visione che le iscritte hanno dell'Associazione e su questa tracciare un percorso di stretta coerenza con le attese e con le esigenze espresse.  Si è trattato di una breve intervista che aveva due obiettivi di base: chiedere alle associate “chi sei” e “cosa vuoi”.
Su 404 iscritti attivi, 164 hanno risposto alla telefonata di un operatore che poneva loro poche, semplici domande. Prima fra tutte, come si comunica tra iDEE? In un universo di oltre 30.000 individui, si ha notizia di iDEE e  delle sue iniziative con il passaparola tra colleghe e con l'aiuto dell'Azienda nella quale si lavora (BCC , Federazione, Società). Certo, il sito intranet e le comunicazioni sono di supporto, ma gli snodi della relazione sono individuati chiaramente nel rapporto interpersonale  e nel supporto che, presumibilmente, i vertici aziendali forniscono alle Associate.
E, subito dopo, su cosa occorre lavorare?  Le iscritte dichiarano: per oltre il 64%, l'obiettivo è quello dell'aggregazione e per il 63%  è quello della formazione.
 La dichiarazione è, quindi, quella di essere insieme alle donne, alle altre come me, che con me condividono i ritmi, impegni e interessi al femminile, quelli, cioè, a tutto tondo, dove non è prevista e voluta, alcuna soluzione di continuità tra famiglia, lavoro, interessi  personali. Una bella dichiarazione che parla di una cultura dello “stare insieme”, del “fare insieme” come scambio e supporto concreto; non a caso, e immediatamente in successione, le iDEE hanno espresso l’esigenza di formazione ed anche in questo caso si  tratta di indicazioni ampie e di respiro: l’attesa è per un supporto alla crescita, allo sviluppo della persona ma, ancora una volta, il contesto lavorativo non viene dimenticato ma considerato come ambito di espressione dove poter dare il proprio valido apporto.
A breve saranno disponibili le indicazioni di maggior dettaglio che l’indagine ha consentito di raccogliere. Queste sono solo le prime.

Rossella Di Chiara

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