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05/12/2011 Newsletter - Num 7
Quote rosa nei board. Nella convention 2011 di iDEE

L’incontro è nato da una riflessione interna. “Penso - ha spiegato Cristina Donà, presidente di iDEE - che questa legge sia assolutamente necessaria per ridurre il gender gap (il divario di genere), partendo dalle posizioni apicali. Posizioni nelle quali le donne sono quasi completamente assenti. Questa situazione non fa bene alla crescita del Paese ed allo sviluppo di una società che esclude metà dei talenti, quelli femminili appunto”. È con tale convinzione che l’Associazione, per caldeggiare l’approvazione della legge sulle quote rosa, entrata poi in vigore lo scorso luglio, ha indirizzato una lettera all’onorevole Gianfranco Fini, presidente della Camera dei Deputati. L’obiettivo, perseguito con successo, è stato quello di facilitare l’iter di promulgazione della norma. Iniziativa alla quale, peraltro, hanno aderito oltre cento associazioni.
Dopo il via libera definitivo e bipartisan alle quote rosa nei consigli d'amministrazione delle società quotate, attraverso l’approvazione della legge, i consigli di amministrazione (Cda) dovranno essere composti da un quinto di donne a partire dal 2012 e da un terzo dal 2015.
Nonostante la legge, però, restano forti le polemiche suscitate da essa. In particolare, sulla sua costituzionalità. Per questo la norma è stata resa transitoria per un periodo di tre anni. Inoltre, anche le posizioni e gli apprezzamenti da parte del mondo femminile sull’adozione “forzata” delle quote non è sempre positiva; sebbene vi sia la consapevolezza che la legge aiuterà a contrastare il gender gap. Il tema, insomma, è piuttosto controverso.
Fondamentali, in questo ambito, i contributi dei relatori, coordinati da Gianna Martinengo, fondatrice e presidente di DidaelKTS, la prima “Web knowledge company” italiana. A cominciare da Federica Di Sarcina, ricercatrice di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze storiche, giuridiche, politiche e sociali dell'Università degli Studi di Siena e autrice del libro dal titolo: «L' Europa delle donne. La politica di pari opportunità nella integrazione europea». Di Sarcina ha spostato l’attenzione su analoghe situazioni già sperimentate, con successo, in altri Paesi europei, come la Norvegia.
E’ stata di respiro internazionale la testimonianza sulle donne “senza quote” nei servizi giornalistico e fotografico realizzati in Afganistan, in Libia e in un carcere femminile nelle isole Falkland, e presentati da Fabio Cortese, giornalista del Tg3 e da Franco Pagetti, reporter di guerra del Times. Cruciali le testimonianze di “vita vissuta” come manager - italiana la prima, ecuadoriana la seconda - da Maria Rosa Rubulotta, presidente della Banca di Credito Cooperativo di Regalbuto e da Carmen Uvidia Còndor, direttrice della Cooperativa di Credito di Riobamba e responsabile della Red Financiera Rural del Chimborazo. Fondamentali anche gli approfondimenti sull’argomento di Augusto Dell’Erba, vice presidente di Federcasse.
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