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IL BENE

“un giorno mi fu chiesto: “perché parlar del bene?” ed io risposi “e di che altro?”

il 3 e 4 ottobre scorsi dal Gruppo di Lavoro Knowledge Management al Santuario francescano Chiusi della Verna, vicino ad Arezzo.

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il Gruppo Knowledge Management di iDEE e ...il bene

 

Il gruppo di lavoro K.M. nasce con lo scopo di “gestire” (to manage) la conoscenza (knowledge) che l’associazione IDEE intende promuovere e condividire tra le proprie associate.
Lo Statuto dell’associazione è chiaro (cfr 2.3 e 2.4), i contenuti ampi e trovarono così avvio, tra le altre iniziative, le “giornate di approfondimento”: appuntamenti per andare in verticale, all’interno, al nocciolo di questioni ed argomenti di interesse delle iscritte.
Ed è così che a primavera del 2007 si iniziano a raccogliere contributi, idee (…), aspettative per il programma del 2008. 
Tanti temi, tanti spunti, tante sollecitazioni ma tutto, alla fine, quasi attraverso un processo spontaneo di riduzione terminologica, conducevano al BENE.
C’era sete, richiesta di sostegno al fare Bene, allo stare Bene, al lavorare Bene, al declinare i tempi della vita Bene.
Bene, ci dicemmo. Il tema della giornata di approfondimento del 2008 aveva trovato un perno, e forse di più: aveva trovato il filo conduttore di un programma che speriamo sia stato ricco di spunti così come lo è stato di entusiasmo nella preparazione delle giornate del 5 e 6 aprile a Tabiano Bagni.
Un grazie sentito a tutti coloro che hanno reso possibile l’iniziativa.

IL BENE CORPO MENTE ANIMA
Parlar del Bene: e di che altro? Il Bene è cento volte al giorno tra le nostre parole dette e nelle nostre parole pensate, è ancora più frequente. E’ l’augurio che facciamo a tutti ed è la risposta che aspettiamo al nostro saluto di accoglienza all’altro: al “come stai?”. E’ il rammarico verso chi “non sta bene”, è l’obiettivo dell’aiuto che offriamo, è la risposta che diamo ad una buona notizia. E’ la pace che ci dà la certezza di essere amati, di sentirci voluti Bene.
E’ l’eterna ricerca dell’uomo: iniziata nello stupore della consapevolezza dell’esistenza e dipanatasi per millenni tra medicina e fiosofia, tra discorsi su Dio (teo-logie) e domande sul mondo sublunare.
Così il cercare di approfondire l’idea del Bene, senza nessuna ambizione di rispondere a domande da sempre radicate nel cuore di ciascuno, trova un suo primo momento nel cercare di vedere insieme gli argomenti che attengono al Bene per l’uomo.
Porre l’accento sull’unione che, in un circolo serrato senza gerarchie, collega il corpo, la mente e l’anima.
Quando nasciamo vogliamo esistere. Star Bene nel Corpo. E’ il primo istinto, potremmo chiamarlo il primo desiderio precoscente (di chi?) ed attraverso il Corpo possiamo essere nel mondo.
All’istinto-desiderio di esistere seguono desideri, e quindi azioni, verso la ricerca di un Bene ulteriore rispetto a ciò di cui già disponiamo, che sia per noi o per gli altri è differente solo in termini etici, morali o strettamente teologici, ma non di processo decisionale. Il desiderio è sempre mosso dalla ricerca del Bene.
Ed è la nostra Mente che conduce il gioco della ricerca, che identifica tempo per tempo ciò che potrà condurci al Bene, che giudica i passati obiettivi e disegna nuovi orizzonti.
E l’Anima? Dove affiora? Come o cosa osserva l’incessante agire verso il Bene di un Corpo giudato da una Mente troppo spesso testimone delusa di percorsi meno fruttuosi rispetto a ciò cui aspirava?
Ed allora con il Corpo, il percorso è iniziato dalla “Medicina” con la Dottoressa Nancy Myladoor che ha tracciato le molteplici linee di intersezione che esistono, nell’approccio al Bene fisico dell’“uomo”, tra la medicina “occidentale”, Nancy Myladoor si laurea medico chirurgo all’Università di Pavia negli anni ’80, e la sua formazione “orientale”, prima della laurea a Pavia aveva ottenuto il diploma di laurea in scienze naturali nel Kerala e, dopo la laurea in Italia, si specializza, di nuovo in Kerala, in Ayurveda.
C’è un Bene del corpo, ci è stato rammentato, di cui è necessario prendersi cura prima che si presentino i sintomi conclamanti la malattia. C’è una attenzione all’equilibrio delle diverse componenti fisiche della nostra biologia, che rappresenta l’essenza dell’arte dello star Bene e quasi anticipa, la gentile e sorridente dottoressa, la sintesi del convegno. Equilibrio tra Corpo e Mente, tra ciò che giorno dopo giorno costruiamo per noi stessi e per il mondo intorno a noi. Il cibo, il pensiero, il lavoro, gli obiettivi ed i desideri: tutto questo ci alimenta, ci nutre, ci orienta e disegna il nostro domani.
Se assimiliamo qualcosa di profondamente tossico staremo male immediatamente, la reazione del nostro corpo sarà repentina, ma anche se ogni giorno assumiamo qualcosa di parzialmente tossico la reazione avverrà egualmente, per strade meno nette ma con pari certezza.
Diverse delle ultime scoperte della medicina occidentale in tema ad esempio di sistema immunitario sono declinazioni tecniche, in termini scientifici contemporanei, di conoscenze che la tradizione ayurveda tramanda da millenni.
E, con il suggerimento finale di aprire la ricerca del Bene per il corpo ad una più ampia ricerca del Bene nel nostro esistere quotidiano, il convegno ha passato la parola alla dottoressa Marilù Mengoni, biologa, nutrizionista e psicologa iscritta all A.M.I.K. (Metodo Kousmine).
La Dottoressa Mengoni ha tracciato una sintesi del rapporto tra cibo e mente ed ha presentato le linee essenziali di una corretta alimentazione così come studiata e diffusa dalla Dottoressa Catherine Kousmine (1904-1992) studiosa di malattie degenerative che, a seguito di tali ricerche, giunse all’intuizione fondamentale della sua carriera: l’alimentazione come terapia in grado di ristabilire l’equilibrio fisiologico. 
 Anche la Dottoressa Mengoni avvia il suo intervento sottolineando la necessità di occuparsi della salute (dello star Bene) prima che delle malattie, e di utilizzare la nostra volontà per vincere abitudini alimentari e comportamentali automatici, anche nel modo di pensare, che minacciano il nostro equilibrio fisico.
Ed è un ritornare senza sosta all’invito che la stessa dott.ssa Kousmine volle a chiusura del suo più famoso libro (Salvate il vostro corpo): un invito a tutti gli uomini ed a tutte le donne del mondo ad assumersi in prima persona la gestione della propria salute perché, scriveva, quando manca la salute non c’è gioia di vivere né vera felicità
Le regole suggerite per correggere in modo essenziale la nostra alimentazione riguardano la natura e la quantità delle sostanze grasse, la quantità di zucchero e di carne (che deve essere ridotta) ed il ritorno ai cereali integrali.
Particolare attenzione è stata data, nei vincoli che il tempo della relazione consetiva, alla necessità di prendere consapevolezza di ciò che mangiamo cercando di distinguere quando un alimento è “vivo”, quando ciò esso è in grado di nutrirci oltre che di saziarci, e del ruolo dei cereali completi, non privati nella raffinazione da componenti essenziali, e degli oli pressati a freddo.
E la serrata presentazione della Dott.ssa Mengoni non ha mancato di richiamare come siamo noi stessi il nostro più valido sostegno per intraprendere cambiamenti ed abitudini che possono apparire all’inizio complessi.
Ma il Bene del nostro corpo, indispensabile per esistere nel mondo, ci porta appunto al nostro essere nel mondo e, tra i principali modi di essere, ci porta all’essere nel lavoro: qui ci ha accompagnato la Dottoressa Cristina Bombelli, docente dell’Area Organizzazione e personale della Sda Bocconi e titolare di importanti laboratori di ricerca del benessere nelle organizzazioni e nell’individuo.
Consapevolezza dei propri bisogni e dei propri obiettivi, determinazione nel perseguire lo scopo della nostra attività senza rinvii o limitazioni di “genere” o di abiti culturali: la Professoressa Bombelli ci ha accompgnato, con tratti di simpatica autoironia, attraverso uno specchio di comportamenti che vede spesso gli individui limitare le proprie attese e costruire scenari di vita artefatti dalle stesse abitudini di chi, poi, se ne sente sottomesso.
Indubbiamente il sentirsi liberi di agire, e non costretti da vincoli, è il primo gradino del Bene nell’esistere, del Bene nell’essere, del Benessere. Ed allora la prima necessità è imparare a distinguere tra ciò che noi pensiamo siano nostri “doveri”, vincoli a noi imposti e che ci determinano tensione, difficoltà, “stress”, da ciò che è davvero prioritario e che se svolto con consapevolezza del valore che riveste avrà come esito forse stanchezza ma mai conflitto interno.  
 E così, in uno specifico approfondimento nel mondo lavorativo femminile, è stato richiamata la necessità dell’importanza dell’equilibrio tra i tanti ruoli svolti: donna, madre, moglie, figlia, manager, professionista. Equilibrio che, ci viene suggerito, è da ricercare nella continua riflessione sulle priorità e nell’assegnazione del giusto valore a comportamenti che spesso ci imponiamo nel tentativo di una inarrivabile aderenza ai tanti modelli di perfezione che ci vengono richiesti. O che noi crediamo ci vengano richiesti.
 Ed ancora il Bene in cammino: tra corpo e mente, tra l’esistere ed essere nel mondo del lavoro ed è qui che il convegno si conclude con una intervento a due voci sul tema “quale Bene per l’Anima?” .
 La Professoressa Irene Kajon, docente di antropologia filosofica presso la Facoltà di filosofia dell’università “La sapienza” di Roma, ci presenta in avvio un’opera molto breve tratta da una conferenza che Martin Buber, filosofo nato a Vienna nel 1879 e morto nel 1965 ad ottantasette anni a Gerusalemme, tenne nell’aprile del 1947.
Martin Buber meditò a lungo intorno all’uomo e ed in questo testo, narratoci dalla Professoressa Kajon, egli ci parla in modo assulutamente attuale dell’uomo nel suo rapporto con se stesso, con gli altri uomini, con il mondo e con Dio.
Ci dice che qualunque sia la via scelta dall’uomo, se essa è la propria via e se la si persegue con fedeltà e risolutezza, per l’uomo è possibile un’unificazione di tutto il suo essere, corpo e spirito. E’ uno stimolo ad una lettura attenta del breve scritto che, tra l’altro, l’Assocazione iDEE ha distribuito alle partecipanti al convegno come un momento importante di condivisione di conoscenza.
E la Professoressa Marinella Perroni, presidente del coordinamento Teologhe Italiane, si unisce nelle conclusioni di queste giornate di approfondimento, e lo fa portando la sua esperienza di cattolica tra cattolici in un paese cattolico per eccellenza, con le espressioni proprie dei suoi studi e di quella che è la sua vita spirituale, di confronto su temi che da tanti anni la vedono impegnata: ricerca del Bene e regole di istituzioni, radici della teologia ed usi a valenza temporale, impegno e dialettica nel quotidiano vivere la Chiesa, la Fede e la Comunità.
 E’ sua cura poi accompagnare il Cardinal Ersilio Tonini nel saluto che questi, impossibilitato ad essere presente per motivi di salute, ha voluto indirizzare alle partecipanti ai lavori del convegno.
Il Convegno, tenutosi a Tabiano il 5 e 6 aprile, ha quindi raggiunto un suo primo obiettivo: c’è attenzione intorno al parlar del Bene, ci si può esercitare nel declinarne i diversi aspetti, nel farlo tema autonomo di approfondimento e riflessione.
E mentre scrivevamo queste brevi righe per riprendere i temi del convegno, il Corriere della Sera di martedì 27 maggio 2008 nelle pagina della Cultura riportava, con inattesa tempestività e coincidenza di temi, un articolo “sull’armonia cosmica e il Bene nel mondo” di Vito Mancuso, docente di Teologia Moderna e Contemporanea presso la facoltà di Filosofia dell’Univesità Vita-Salute San Raffaele di Milano.
“E’ il bene”, egli scrive, “ciò che mi affascina oltre ogni misura e mi spinge a riflettere, è il bene il fenomeno che intendo portare al pensiero. Sono convinto che la via per capire chi siamo passi da lì, sono convinto che cercando di capire il bene e la sua origine si giunga a contatto con lo specifico umano, sono convinto che sia il bene la chiave per entrare dentro noi stessi e compiere l’imperativo delfico “conosci te stesso”…”
Un altro seme ancora nella declinazione del Bene, inteso qui chiave per accedere allo specifico umano. Non potevamo non riprendere questa sintesi tanto arricchente per noi quanto inattesa e tempestiva per queste righe.
L’augurio è che gli spunti tracciati siano stati e possano continuare ad essere stimolo e tentativo di risposta per una ricerca fruttuosa, dove ciascuno possa scegliere la propria via di approfondimento al Bene, qualunque sia il tema di partenza di suo specifico interesse e le modalità attuative individuate: che sia da un approccio strettamente scientifico, ovvero sia nella libertà della più pura speculazione filosofica od ancora sia sorretto dalle certezze di una condivisa teologia, comunque a tutti un augurio di successo
Siamo certi che qualunque sia la scelta individuale, ci ritroveremo di nuovo, presto, tutti a parlare intorno al Bene. E di che altro?
            GdlKM

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