Il percorso, riconosciuto come formazione tecnico-identitaria ai sensi dell’art. 63 del CCNL e coerente con quanto previsto dalle Linee Guida UNI/PdR 125:2022 per l’area “Cultura e strategia”, si articola in tre moduli e offre approfondimenti e strumenti concreti per comprendere l’evoluzione dei temi legati alla diversità, all’equità e all’inclusione e il loro impatto sulle persone e sulle organizzazioni.
Modulo 1 – EVOLUZIONE DEL TEMA, DELLA NORMATIVA E DELLE PRASSI. I VARI ASPETTI DELLA “DIVERSITY”
Ad aprire il primo modulo è stata la Presidente di iDEE, Teresa Fiordelisi, che ha richiamato il valore del percorso quale occasione di approfondimento e sensibilizzazione sui temi della diversità, dell’equità e dell’inclusione, a sostegno delle realtà del Credito Cooperativo impegnate nella costruzione di ambienti di lavoro sempre più attenti alle persone.
A seguire, Sara Reggio, Segretaria Generale di iDEE, ha ripercorso l’evoluzione del concetto di Diversity, Equity & Inclusion, evidenziando come la diversità sia oggi una realtà strutturale delle organizzazioni e una leva strategica per la loro crescita e sostenibilità. Attraverso un excursus storico, è stato approfondito il significato dei concetti di diversità, equità e inclusione e il loro valore nei contesti organizzativi contemporanei.
È seguita la relazione dell’avvocata Chiara Palmisciano, del Servizio Affari Sindacali e del Lavoro di Federcasse, che ha illustrato il quadro normativo di riferimento e gli strumenti contrattuali del Credito Cooperativo a tutela delle diversità, con particolare attenzione alle previsioni del CCNL e alle iniziative sviluppate dal sistema a favore della parità di genere.
A completare il modulo è stata la professoressa Elisabetta Camussi, Psicologa e Professoressa Associata di Psicologia Sociale, Università di Milano Bicocca, che ha proposto una riflessione sul significato profondo delle pari opportunità, accompagnando partecipanti e partecipanti in un percorso che, a partire dai concetti di disuguaglianza e uguaglianza, conduce a quelli di equità e giustizia. Un approfondimento che ha evidenziato come la costruzione di organizzazioni realmente inclusive richieda non solo strumenti e norme, ma anche un cambiamento culturale capace di riconoscere e superare resistenze e privilegi ancora presenti. Particolare attenzione è stata dedicata anche al ruolo delle politiche attive e alla necessità di promuovere contesti in cui le differenze possano essere valorizzate come elemento di crescita e benessere per tutte e tutti.
Modulo 2 – COME COSTRUIRE MODELLI ORGANIZZATIVI PIÙ EQUI E INCLUSIVI. L’EVOLUZIONE DELLA CULTURA AZIENDALE E BENESSERE ORGANIZZATIVO
Il secondo modulo è stato introdotto dalla Vicepresidente Vicaria di iDEE, Claudia Benedetti, che ha sottolineato la necessità di accompagnare le profonde trasformazioni del lavoro e delle organizzazioni con modelli capaci di mettere al centro il benessere delle persone e la valorizzazione delle differenze.
La professoressa Roberta Cuel, docente del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento e Presidente del Comitato Unico di Garanzia dell’Ateneo, ha approfondito le grandi sfide che caratterizzano le organizzazioni contemporanee: dalla digitalizzazione ai cambiamenti demografici, dalle nuove aspettative delle persone alle forme di lavoro sempre più flessibili, fino alla crescente complessità dei contesti organizzativi. In questo scenario, i temi della diversità, dell’equità e dell’inclusione emergono come elementi strutturali della cultura aziendale e della gestione delle risorse umane, strettamente connessi al benessere organizzativo e alla capacità delle organizzazioni di attrarre, valorizzare e trattenere talenti.
A completare il modulo è stato l'intervento di Flavia Dian, Consulente e formatrice in comunicazione strategica, relazioni pubbliche ed eventi, dedicato al ruolo della comunicazione nel veicolare con efficacia e credibilità l'impegno delle organizzazioni sui temi della DE&I. Partendo dalla consapevolezza che le parole contribuiscono a costruire la realtà e a orientare comportamenti e relazioni, sono stati approfonditi il valore del linguaggio inclusivo e l'importanza di una comunicazione attenta e coerente, capace di promuovere una cultura del rispetto e della valorizzazione delle differenze, sia all'interno sia all'esterno delle organizzazioni.
Modulo 3 – TESTIMONIANZE E ROLE MODEL: LE BUONE PRATICHE DEL CREDITO COOPERATIVO
Il terzo e ultimo modulo è stato aperto dalla Vicepresidente di iDEE, Barbara Camporeale, che ha introdotto il laboratorio di confronto dedicato alle esperienze concrete maturate all’interno del sistema del Credito Cooperativo. Moderato da Sara Reggio, Segretaria Generale di iDEE, il modulo ha dato voce a diverse realtà del sistema, con l’obiettivo di condividere iniziative e pratiche replicabili sui temi della diversità, dell’equità e dell’inclusione.
Per Cassa Centrale Banca è intervenuta Stefania Buratto, Responsabile della Direzione Risorse Umane, mentre per BCC Banca Iccrea ha portato la propria testimonianza Chiara Brina, Responsabile Gestione Executive e Welfare.
Entrambe le Capogruppo, che hanno conseguito la Certificazione della Parità di Genere, hanno condiviso il percorso intrapreso per costruire e consolidare le proprie politiche di Diversity, Equity & Inclusion, soffermandosi sull'esperienza maturata nei primi anni di attuazione della certificazione, sui risultati raggiunti, sulle sfide emerse e sulle prospettive future.
Il confronto ha messo in luce approcci, strumenti e buone pratiche utili a promuovere una cultura organizzativa sempre più inclusiva e orientata alla valorizzazione delle persone.
L’esperienza della Federazione Cooperative Raiffeisen è stata presentata da Luisa Nena, Responsabile dell’Area Gestione del Personale e Diritto del Lavoro, con un approfondimento sulle iniziative promosse per diffondere una cultura inclusiva e valorizzare il protagonismo femminile nelle cooperative.
Infine, Domenico Ruggeri, Responsabile del Servizio Affari Sindacali e del Lavoro di Federcasse, ha illustrato il percorso sviluppato dal sistema del Credito Cooperativo e gli strumenti messi in campo per promuovere la tutela delle differenze e consolidare una cultura della parità.