INIZIATIVE

8 marzo, per l’indipendenza economica di donne e giovani. Il ruolo dell’alfabetizzazione finanziaria

8 marzo, per l’indipendenza economica di donne e giovani. Il ruolo dell’alfabetizzazione finanziaria

8 marzo, per l’indipendenza economica di donne e giovani. Il ruolo dell’alfabetizzazione finanziaria

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, si è tenuta ieri la VI edizione del Convegno annuale dal titolo: “8 marzo, per l’indipendenza economica di donne e giovani. Il ruolo dell’alfabetizzazione finanziaria”, organizzato da iDEE in collaborazione con la Scuola Cooperativa di Federcasse.

Ad aprire i lavori è stata la Presidente, Teresa Fiordelisi, che ha ripercorso il lavoro avviato dall’Associazione negli ultimi anni, sottolineando come il Convegno dell’8 marzo, giunto alla sesta edizione, rappresenti ormai un appuntamento consolidato di riflessione sui temi della parità, dell’inclusione e dello sviluppo sostenibile. La tradizione del Convegno dell'8 marzo risale al 2020, quando ci si è iniziate a focalizzare sull’analisi della presenza femminile nel Credito Cooperativo, con l’obiettivo di offrire strumenti di crescita all’interno del sistema e di promuovere una riflessione più ampia sui temi della parità, della diversità e dell’inclusione.  

Ogni anno sono stati aggiunti elementi di riflessione sui diversi aspetti della parità, per arrivare focus del 2026: l’educazione finanziaria come condizione per l’emancipazione economica, con particolare attenzione alle donne e alle giovani generazioni.  

Secondo la Presidente di iDEE: «non possiamo parlare di pari opportunità, equità e sviluppo sostenibile, se non rispondiamo alla necessità di autonomia e indipendenza economica delle generazioni più giovani e delle donne. Il diritto all’autodeterminazione passa anche attraverso una gestione autonoma e consapevole delle proprie risorse».

La scelta di dedicare questa edizione all’alfabetizzazione finanziaria nasce dalla consapevolezza che la libertà economica rappresenta una condizione fondamentale per una piena partecipazione alla vita sociale e professionale. La Presidente ha evidenziato come l’educazione finanziaria non sia soltanto uno strumento per gestire le risorse, ma rappresenti anche un’opportunità per costruire autonomia, fiducia e partecipazione. Ha inoltre messo in luce che proprio da questa base può nascere un autentico progresso civile, economico e culturale, capace di mettere la persona e la sua dignità al centro di un nuovo paradigma di sviluppo sostenibile ed equo.

Su questo punto si è soffermato anche Sergio Gatti, Direttore Generale di Federcasse, che ha sottolineato come l’educazione finanziaria rappresenti oggi una leva strategica per rafforzare autonomia e partecipazione economica. «L’educazione finanziaria è un bene comune – ha spiegato – e rappresenta una leva essenziale di empowerment sia individuale sia collettivo. La consapevolezza significa non dipendenza e non sudditanza, e quindi educazione all’autonomia».

Il Direttore ha ricordato come i dati disponibili evidenzino ancora un significativo divario nel nostro Paese: secondo le rilevazioni sull’educazione finanziaria, solo il 22% delle donne italiane gode di forme di indipendenza economica e di autonomia (Rapporto Edufin Index), una donna su tre non dispone di un reddito proprio e meno della metà possiede competenze finanziarie adeguate.  Il Direttore ha, inoltre, citato l'adesione al progetto "una donna un lavoro un conto" promosso dal Corriere della Sera e insieme ad ABI alle rappresentanti delle imprese e dei lavoratori e alle lavoratrici con l'obiettivo di un impegno corale e comune per spostare in avanti il protagonismo sociale ed economico delle donne per una reale inclusione lavorativa bancaria e finanziaria.

La relazione di apertura è stata curata da Magda Bianco, Capo del Dipartimento Tutela della clientela ed educazione finanziaria della Banca d’Italia, che ha richiamato l’attenzione sulle molte dimensioni del gender gap – dall’istruzione al mercato del lavoro, dai divari retributivi a quelli pensionistici – sottolineando come le competenze finanziarie incidano su molte di queste. L’alfabetizzazione finanziaria, ha spiegato, «consiste nella comprensione di alcuni concetti economici di base e nella capacità di utilizzarli nella vita quotidiana, per prendere decisioni consapevoli su risparmio, credito, investimenti, assicurazioni e pianificazione del futuro».

Disporre di competenze finanziarie adeguate è oggi essenziale per partecipare pienamente alla vita economica e sociale. Numerosi studi mostrano inoltre che livelli più elevati di alfabetizzazione finanziaria sono associati a una maggiore capacità di affrontare difficoltà economiche impreviste, gestire correttamente l’indebitamento e costruire nel tempo una maggiore sicurezza economica.

La dott.ssa Bianco ha ricordato come in Italia il livello medio di competenze finanziarie sia ancora relativamente basso e caratterizzato da un divario di genere, con livelli inferiori tra le donne. Il gap emerge già tra i più giovani e risente di diversi fattori: dal legame con le competenze matematiche agli stereotipi culturali, fino a una minore fiducia nelle proprie capacità, la cosiddetta self confidence, che porta molte donne a sottovalutare le proprie competenze finanziarie.

Per affrontare queste disparità, ha sottolineato, è necessario agire sulle cause profonde del divario. L’introduzione dell’educazione finanziaria nei programmi scolastici, oggi parte delle ore di insegnamento di educazione civica, rappresenta una risposta strutturale e di lungo periodo, soprattutto se realizzata con metodologie didattiche coinvolgenti e legate a situazioni concrete della vita quotidiana. Accanto a questo, è fondamentale promuovere programmi di educazione finanziaria rivolti anche agli adulti, in particolare alle donne, che tengano conto delle specificità emerse dagli studi e puntino a rafforzare consapevolezza e fiducia nelle proprie capacità.

A seguire l'intervento della Consigliera di iDEE, Olga Ferraro, che ha presentato il volume Alfabetizzazione finanziaria ed emancipazione economica. L’orizzonte di giovani e donne, realizzato da iDEE in collaborazione con la rete dei Giovani Socie e Giovani Soci del Credito Cooperativo e con la Fondazione del Credito Cooperativo Terzo Millennio ETS. Volume che sarà reso disponibile nel corso del 2026.

La Consigliera ha spiegato come il volume nasca dall’idea di considerare l’alfabetizzazione finanziaria non solo come un insieme di competenze tecniche, ma come uno strumento fondamentale di emancipazione e libertà, capace di rafforzare l’indipendenza economica delle donne e delle nuove generazioni. Il lavoro è strutturato in tre parti: una prima sezione dedicata all’analisi del contesto nazionale e delle disuguaglianze di genere, una seconda incentrata sul valore dell’educazione finanziaria – con un focus particolare sui giovani – e una terza orientata all’individuazione di strumenti operativi e buone pratiche.

Il volume propone una lettura multidimensionale dell’alfabetizzazione finanziaria, descritta come una competenza capace di migliorare la qualità della vita, ridurre lo stress finanziario e rafforzare la capacità di pianificazione delle famiglie. In questo contesto, ha evidenziato la Consigliera di iDEE, le banche di territorio e il Credito Cooperativo possono svolgere un ruolo decisivo, promuovendo strumenti di educazione finanziaria e favorendo comportamenti economici più consapevoli. Un’indagine condotta tra i giovani soci e socie del Credito Cooperativo mostra infatti come il contesto cooperativo favorisca una maggiore attenzione al risparmio, agli investimenti e alla pianificazione previdenziale, contribuendo alla diffusione di una cultura finanziaria orientata al lungo periodo.

La pubblicazione dedica inoltre ampio spazio alle buone pratiche promosse dal Credito Cooperativo in materia di educazione finanziaria. Tra queste, il progetto di finanza epica promosso dalla Fondazione Terzo Millennio, che coinvolge le scuole con percorsi di formazione dedicati ai giovani, e l’iniziativa “Una donna, un lavoro, un conto”, sviluppata dalle BCC insieme a istituzioni e società civile con l’obiettivo di rafforzare l’indipendenza economica femminile. 

La Consigliera ha concluso il suo intervento affermando che: «investire nell'educazione finanziaria non può essere considerato un costo, ma al contrario un investimento per una libertà di scelta».

La tavola rotonda, moderata da Elisa Bernardini Vicepresidente della Rete Nazionale Giovani Socie e Giovani Soci, dedicata al ruolo del credito cooperativo nella promozione dell’alfabetizzazione finanziaria, ha visto il contributo di: Raffaella Nani, Responsabile Comunicazione Istituzionale BCC Banca Iccrea; Roberta Famà, Chief Direzione ESG, Brand e Rapporti Istituzionali Cassa Centrale Banca e Marion Silgoner, Responsabile Marketing della Federazione Cooperative Raiffeisen.

Nel suo intervento, Raffaella Nani ha evidenziato come l’educazione finanziaria rappresenti una leva fondamentale per promuovere inclusione e autonomia, soprattutto per giovani e donne. «Far comprendere il valore del denaro significa far comprendere il valore della libertà». Nel 2024 il Gruppo BCC Banca Iccrea ha realizzato 274 iniziative di educazione finanziaria su tutto il territorio nazionale, oltre il 73% delle quali rivolte ai giovani. Particolare attenzione è dedicata anche all’indipendenza economica femminile, in questo ambito, la Capogruppo ha individuato tre leve strategiche per rafforzare la consapevolezza finanziaria: educazione, accesso al credito e cultura organizzativa, promuovendo iniziative formative, strumenti di credito dedicati e programmi interni per la parità di genere e l’empowerment professionale.

Roberta Famà ha sottolineato il ruolo che il sistema bancario può svolgere nel favorire l’autonomia economica delle persone più vulnerabili, attraverso un approccio integrato che unisce accesso al credito, sostegno all’imprenditorialità e educazione finanziaria.

«Per noi l’educazione finanziaria significa soprattutto consapevolezza: dare alle persone gli strumenti per comprendere le proprie scelte, pianificare il futuro e valutare le conseguenze nel lungo periodo». Un percorso che, secondo la dott.ssa Famà, deve iniziare fin dalle scuole e accompagnare le persone lungo tutte le fasi della vita, con particolare attenzione alle donne, spesso ancora condizionate da fattori sociali e culturali che le portano a delegare le decisioni economiche.

Dal sistema Raiffeisen, Marion Silgoner ha portato l’esperienza dell’Alto Adige, dove la promozione dell’alfabetizzazione finanziaria è stata accompagnata da programmi di formazione e networking dedicati alla leadership femminile nelle cooperative. Negli ultimi dieci anni, grazie a queste iniziative e al Comitato Donne alla guida delle Cooperative, la presenza femminile nella governance è cresciuta in modo significativo: dal 10% al 19% di presenza delle donne negli organi collegiali di tutte le cooperative Raiffeisen e dall’11% al 36% negli organi direttivi delle Casse Raiffeisen. «L’alfabetizzazione finanziaria non è un elemento accessorio, ma una condizione per la reale partecipazione ai processi decisionali. La competenza economica permette alle donne di contribuire alle scelte non come presenza simbolica, ma come interlocutrici autorevoli».

A chiudere i lavori è stato Alessandro Azzi, Presidente della Fondazione del Credito Cooperativo Tertio Millennio ETS. Il Presidente ha sottolineato come il confronto della giornata abbia evidenziato la crescente consapevolezza del sistema del Credito Cooperativo rispetto ai temi dell’inclusione e della parità di genere, considerati oggi leve fondamentali di crescita individuale e di sviluppo delle comunità.

«L’educazione finanziaria – ha concluso– deve essere sempre più intesa come una competenza trasformativa, capace di incidere sulle dimensioni della consapevolezza, della responsabilità e della partecipazione, rafforzando la capacità delle persone di compiere scelte autonome e libere».


La registrazione completa del Convego è disponibile sul Canale Youtube di iDEE e su quello del Credito Cooperativo