Si è tenuto mercoledì 28 gennaio dalle 10.00 alle 13.30, presso la Sala Consiglio di Palazzo della Cooperazione a Roma, “L’Impresa delle Donne”. L’iniziativa ha celebrato i 20 anni della Commissione Donne CooperAzione di Confcooperative, rappresentando un momento di dialogo e approfondimento sui temi della cooperazione d’impresa, della leadership al femminile, dei processi di innovazione, delle strategie di policy pubblica e dei meccanismi di rappresentanza, grazie al contributo di autorevoli voci provenienti dalle istituzioni, dal mondo accademico e dal sistema cooperativo.
La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali della Direttrice Generale di Confcooperative Nazionale, Fabiola Di Loreto, che nel suo intervento introduttivo ha ripercorso la storia della Commissione Donne CooperAzione. Un racconto che ha reso omaggio a Giovanna Zago, promotrice e fondatrice, che ne ha avviato il percorso passando poi il testimone ad Anna Manca, e successivamente ad Alessandra Rinaldi. Tre generazioni di donne, tre profili differenti ma accomunati dalla stessa determinazione e dal coraggio di imprimere un cambiamento reale, spesso invocato e che le donne, nella cooperazione come nella società, generano ogni giorno.
Il primo panel della mattinata – “Impresa, innovazione e leadership” ha visto il confronto tra Valentina Picca Bianchi, Presidente del Comitato Impresa Donna del MIMIT, e Paolo Manfredi, docente dell’Università di Milano Bicocca.
Nel suo intervento, Valentina Picca Bianchi ha sottolineato come l’impresa femminile sia per sua natura orientata al bene comune e alla costruzione di valore condiviso. Un modello che trova nella cooperazione la sua espressione più autentica: inclusiva, capace di accogliere e di generare impatto sociale.
Il Professor Manfredi ha introdotto il concetto di “economia paziente”, un’economia non orientata esclusivamente al profitto immediato, ma capace di guardare al lungo periodo. In questo contesto, ha ribadito il ruolo centrale delle microimprese, che costituiscono gran parte del tessuto economico italiano e che, proprio per questo, devono essere tutelate e sostenute.
Entrambi gli interventi hanno evidenziato come innovazione e pari opportunità siano dimensioni strettamente intrecciate: oggi è possibile un’innovazione che non distrugge, ma crea, valorizzando persone e territori.
A seguire, Alessandra Rinaldi, oggi Presidente della Commissione, ha poi offerto una fotografia chiara sul divario di genere in Italia e del ruolo virtuoso del modello cooperativo. Nelle cooperative aderenti a Confcooperative, il 61% degli occupati è donna, il 40% dei soci è al femminile e la presenza femminile nella governance raggiunge il 26,5%, un dato superiore di dieci punti percentuali rispetto alle altre forme d’impresa. Numeri che contrastano con un contesto nazionale ancora critico, segnato da bassi livelli di occupazione femminile, forti disuguaglianze salariali e da una persistente asimmetria nei carichi di cura. In questo scenario, le cooperative a guida femminile dimostrano maggiore resilienza e capacità di innovazione sociale, operando in settori strategici per il Paese. «Non sono dati da esibire – ha sottolineato la Presidente Rinaldi – ma la prova che un modello alternativo che esiste e funziona».
Il secondo panel della mattinata, dedicato a “Donne, politica e rappresentanza”, ha visto la partecipazione della Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Eugenia Maria Roccella, affiancata dal videomessaggio della Ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli. Sono intervenuti inoltre Lucia Albano, Sottosegretario di Stato Ministero dell'Economia e delle Finanze (in collegamento), Martina Semenzato, Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere e Maurizio Gardini, Presidente di Confcooperative Nazionale.
La Ministra Roccella ha richiamato l’impegno del Governo sul contrasto alla violenza di genere, ricordando il rafforzamento dei fondi per i centri antiviolenza e le case rifugio e le misure adottate in linea con la Convenzione di Istanbul. Al centro anche le politiche di pari opportunità, con particolare attenzione alla conciliazione tra vita e lavoro, alla certificazione di genere – che ha superato quota 13.000 imprese – e al ruolo della responsabilità sociale d’impresa.
L’Onorevole Semenzato, ha posto l’accento sulla necessità di cambiare il paradigma della lotta alla violenza, considerando le donne non solo come vittime ma come protagoniste di cittadinanza attiva. Ha sottolineato l’importanza dell’indipendenza economica femminile come primo strumento di libertà e prevenzione della violenza economica. L’Onorevole ha, poi, messo in luce il valore della rete tra Stato, imprese e società civile, richiamando l’importanza di strumenti come il reddito e il microcredito di libertà, la sospensione dei mutui e l’assunzione di donne vittime di violenza con incentivi fiscali.
Il presidente Maurizio Gardini ha ribadito l’impegno di Confcooperative nel contrasto alla violenza di genere, sottolineando come non si tratti di dichiarazioni di principio ma di un’azione concreta già attiva nei territori. Le cooperative, ha ricordato, operano sulla prevenzione e sull’accompagnamento delle donne verso il recupero dell’autonomia economica, elemento decisivo per uscire da situazioni di subordinazione e violenza.
Il terzo e ultimo panel, intitolato “Dal passato al futuro”, ha ospitato Amalia Ercoli-Finzi, Ingegnera aerospaziale, e Francesca Gagliardi, Professoressa in Economia delle Istituzioni presso l’Università dell’Hertfordshire, per un confronto sulla presenza delle donne in settori tradizionalmente dominati dagli uomini e sulle strategie per trasformare le difficoltà in opportunità.
Nel suo intervento, Amalia Ercoli Finzi ha ripercorso la propria esperienza professionale, raccontando le difficoltà incontrate come donna in un settore tradizionalmente maschile come quello STEM. Un percorso in cui le competenze hanno rappresentato il principale motore di avanzamento, ma non sempre sono state immediatamente riconosciute. La sua testimonianza ha messo in luce quanto la presenza femminile nei contesti scientifici e tecnologici richieda ancora oggi determinazione, resilienza e capacità di affermare il proprio valore.
Francesca Gagliardi ha condiviso esperienze simili nel mondo accademico ed economico, ha sottolineato come le difficoltà di oggi non devono essere viste come limitazioni, ma come opportunità per esercitare il proprio potenziale e contribuire al cambiamento. Guardare al passato, ha aggiunto, permette di trarre insegnamenti preziosi e di prepararsi a un futuro più equo, costruendo reti di sostegno e modelli di riferimento per le nuove generazioni. Al centro della loro riflessione, anche il tema dell’indipendenza economica come leva fondamentale di libertà e autodeterminazione. In questo quadro, Amalia Ercoli Finzi ha sottolineato il ruolo strategico che il sistema finanziario può giocare nel sostenere i percorsi professionali delle donne, per accompagnarne la crescita, l’accesso al credito e lo sviluppo delle competenze. Un dialogo che ha proiettato il dibattito dal passato al futuro, richiamando la necessità di costruire contesti economici, finanziari e culturali capaci di valorizzare pienamente il talento femminile, a partire dall’educazione fino all’accesso alle opportunità, per rendere l’innovazione davvero inclusiva.
Presente anche iDEE all’evento, in linea non solo con la missione della Commissione Donne CooperAzione, ma anche con i temi trattati durante la giornata — leadership femminile, innovazione sociale, indipendenza economica, inclusione e valorizzazione delle competenze— per sostenere progetti e iniziative concrete capaci di generare impatto reale su persone, imprese e territori, promuovendo una cultura del cambiamento e della responsabilità condivisa.