INIZIATIVE

“CURA E BENESSERE” - 1º E 2 º INCONTRO DEL 25 E 26 MAGGIO

“CURA E BENESSERE” - 1º E 2 º INCONTRO DEL 25 E 26 MAGGIO

“CURA E BENESSERE” - 1º E 2 º INCONTRO DEL 25 E 26 MAGGIO

Il 25 e il 26 maggio si sono tenuti i primi due incontri del percorso formativo promosso da iDEE, in collaborazione con ScuolaCooperativa di Federcasse, rivolto alle Socie e ai Soci e dedicato, in questa edizione, al tema: “Cura e Benessere”. Attraverso contributi accademici, ed esperienze concrete, i primi due appuntamenti hanno offerto strumenti di lettura interdisciplinari, capaci di mettere in relazione dimensioni psicologiche, sociali ed economiche.

La Presidente di iDEE, Teresa Fiordelisi, nella sua introduzione ha richiamato la definizione del Vocabolario Treccani che descrive la cura come un interessamento solerte e premuroso, che impegna sia il nostro animo, sia la nostra attivitàuna dimensione che coinvolge tanto l’essere quanto il fare. Un concetto ampio e profondo che richiama alla responsabilità, alla consapevolezza e all’attenzione verso le relazioni, i contesti e il benessere individuale e collettivo.

Il primo modulo:  “Il valore della cura”, è stato affidato a Elisabetta Camussi, Professoressa Associata di Psicologia Sociale presso l’Università di Milano Bicocca, in dialogo con la Consigliera di iDEE Stefania Buratto. Ad aprire l’incontro una riflessione sul significato della cura nella società contemporanea: un concetto oggi sempre più centrale, in un contesto caratterizzato da trasformazioni continue e nuovi equilibri tra vita personale e professionale. Ampio spazio è stato dedicato al tema della distribuzione dei carichi di cura e alle persistenti disuguaglianze di genere. I dati più recenti diffusi dall’ ISTAT, ed esposti dalla Prof.ssa mostrano infatti come permanga ancora un forte squilibrio: «Le donne dedicano in media oltre sei ore al giorno alla cura, gli uomini meno di quattro. È una distanza che continua a incidere sulla qualità della vita, sul tempo disponibile e sulla partecipazione sociale».

Nella  seconda parte dell’incontro è stato approfondito il legame tra relazioni, benessere e qualità della vita. Riprendendo i risultati dello studio longitudinale “Harvard Study of Adult Development”, la Prof.ssa Camussi ha evidenziato come il principale fattore protettivo per la salute fisica e psicologica non sia riconducibile esclusivamente a condizioni economiche o individuali, ma alla capacità di costruire, mantenere e coltivare relazioni significative nel tempo. La cura delle relazioni, dunque, non rappresenta un elemento accessorio, ma un vero investimento sul benessere delle persone e delle comunità.

Il primo modulo ha così restituito una visione della cura non come elemento marginale o esclusivamente privato, ma come una dimensione strutturale della vita socialeorganizzativa ed economica. Una competenza da riconoscere, valorizzare e condividere, capace di incidere concretamente sul benessere delle persone e sulla qualità delle organizzazioni.

 

Il secondo appuntamento, svoltosi martedì 26 maggio, ha approfondito il tema dell’economia della cura e delle sue ricadute sociali, grazie al contributo di Valentina RotondiProfessoressa alla SUPSI e Ricercatrice Associata presso l’Università di Oxford e il Centro LIVES, insieme ad Arianna Lorenzetto, Consigliera di iDEE.

La Vicepresidente VicariaClaudia Benedetti, ha introdotto il tema sottolineando come la cura rappresenti una vera e propria infrastruttura della nostra società e delle nostre organizzazioni: un’infrastruttura immateriale, spesso invisibile, ma profondamente sostanziale.

A partire da questa riflessione, la Prof.ssa Rotondi ha proposto una riflessione sul rapporto tra cura, vulnerabilità ed economia. Attraverso dati sull’uso del tempo, la Professoressa ha evidenziato come la cura rappresenti una componente essenziale della vita sociale ed economica: un’attività che occupa una parte significativa dell’esistenza delle persone e che, pur restando in larga misura non retribuita e spesso invisibile, costituisce la base stessa del funzionamento delle società e delle organizzazioni.
Uno dei temi centrali dell’intervento ha riguardato il superamento di una visione individualistica della cura. La vulnerabilità, ha sottolineato la Prof.ssa, non rappresenta un’eccezione, ma una condizione strutturale dell’esperienza umana: proprio per questo la cura non può essere considerata un fatto esclusivamente privato, bensì una responsabilità condivisa.

La Prof.ssa Rotondi ha inoltre richiamato alcune evidenze scientifiche che mostrano come le esperienze di cura producano trasformazioni neurobiologiche capaci di rafforzare empatia, capacità relazionali e comprensione dei bisogni altrui, confermando il valore della cura come palestra di competenze umane sempre più rilevanti anche nelle organizzazioni.
Nel dialogo è infine emersa con forza l’importanza di costruire contesti capaci di sostenere chi si prende cura: organizzazioni più flessibili, reti comunitarie più solide e modelli di welfare orientati alla condivisione delle responsabilità rappresentano, in questa prospettiva, non soltanto una risposta sociale, ma un investimento sul benessere collettivo e sulla sostenibilità futura.

Il percorso si concluderà mercoledì 24 giugno a partire dalle 10.00 con una giornata in presenza a Roma, guardando agli aspetti del benessere, dello stare bene e vivere bene, dalla salute alla vita all’interno delle organizzazioni.